Monete in oro da investimento e collezione: guida completa

moneta in oro - marengo

Le monete in oro rappresentano un punto fermo nelle ambizioni numismatiche di molti collezionisti. Considerate nella storia come ottime merce di scambio, hanno generalmente rappresentato il conio più prestigioso delle varie serie di emissioni, garantendo ai possessori un valore capace di conservarsi nel  tempo.

Oggi giorno le monete in oro, soprattutto se antiche, hanno una valutazione che va ben al di là del valore del metallo prezioso: un motivo in più per cercare di comprendere come sia possibile investire in monete in oro con proficuità, allontanandosi dal rischio di incappare in spiacevoli ostacoli che potrebbero turbare i propri obiettivi numismatici.

Le monete in oro nell’antichità

Come ben noto e come più volte abbiamo ricordato nei nostri approfondimenti, le monete in oro sono state prodotte fin dall’antichità, pur con alterne dinamicità.

Didatticamente, si ricorda come già nel VII secolo a.C. una grande quantità di oro fu utilizzata per coniare le prime monete in questo metallo prezioso. Un’abitudine che ha riguardato non solamente la Grecia, quanto tutti i Paesi che si affacciavano sul Mediterraneo.

moneta in oro romana, aureo

Ad ogni modo, è proprio alla Grecia che si deve l’uso dell’oro in molte monete greche. Un secolo dopo i primi tentativi, infatti, fu Atene a mettere in circolazione delle monete d’oro con un peso inferiore al nominale: una prassi che verrà poi utilizzata anche nelle monete romane quando gli aurei divennero parte fondamentale del sistema monetario locale.

Il primo Stato occidentale a varare una moneta in oro fu la Repubblica marinara di Amalfi: il tari fu una delle monete d’oro più importanti dell’epoca, creata per favorire i commerci nell’area del Mediterraneo e con alcuni Paesi arabi, dove l’oro svolgeva un ruolo essenziale nel regolare gli scambi.

Passarono meno di 200 anni per vedere monete medievali in oro in tutti principali Stati Europei. In Italia, lo zecchino di Venezia e il fiorino di Firenze furono solamente alcuni dei più storici esempi.

Le monete in oro nell’epoca moderna

Se nell’antichità l’oro venne utilizzato con particolare frequenza e successo, lo stesso si può certamente dire per quanto concerne le monete moderne e contemporanee.

Nei tempi più recenti, infatti, l’oro monetario venne utilizzato da diverse zecche con pesi e titolo molto differenti tra di loro. Diversi Stati misero in circolazione monete d’oro istituzionali, come avvenne con i marenghi.

Nelle prossime righe cercheremo di esaminare insieme le caratteristiche delle più comuni, imparando a riconoscerle e a valutarle.

Come investire in monete d’oro

Ma come investire in monete d’oro?

Per prima cosa, bisogna comprendere che cosa abbiamo intenzione di fare o, meglio, quali categorie di monete vogliamo collezionare (fermo restando che niente vieta, evidentemente, di accumulare le monete di entrambe le seguenti tipologie):

  • Monete da investimento: sono monete realizzate in oro (ma si trovano anche in altri metalli preziosi). In questo caso il valore della moneta è identificato soprattutto con la materia prima, sebbene un’influenza spesso decisiva possa essere esercitata anche dalla rarità.
  • Monete da collezione: sono esemplari acquistabili per prevalente scopo numismatico. Si tratta infatti di monete che hanno un valore storico, prevalentemente contraddistinte da una buona rarità. È proprio la rarità a caratterizzare il loro valore principale, che supera – spesso, di molto – il valore del metallo prezioso utilizzato per realizzarle.

Una volta compresa la tipologia di moneta, è bene ricordare che ogni moneta in oro si differenzia dalle altre per una serie di caratteristiche, come la quantità di metallo puro contenuto.

In particolare, nel settore delle monete da investimento in oro l’unità di riferimento del peso è l’oncia, corrispondente a 1/16 di libbra, in inglese pound, equivalente a 28,35 grammi. Attenzione, però: nel commercio dei metalli preziosi non ci si riferisce all’oncia “oz”, bensì a quella “troy” o “ozt”, che equivale a 31,1035 grammi.

Un altro elemento che influenza fortemente il valore delle monete in oro è la purezza, ovvero il quantitativo di metallo puro contenuto nella moneta. Quelle di maggior prestigio sono quelle a 24 carati, con oro puro al 99%, mentre le monete a 18 carati sono quelle che contengono oro puro al 75%. Se l’oro è a 14 carati, l’oro si trova al 58%, mentre a 9 carati la percentuale di oro puro è del 38%.

Monete da investimento e monete numismatiche in oro: le più famose

Chiarito quanto sopra, compiamo un altro piccolo passo in avanti e cerchiamo di comprendere meglio quali siano le monete straniere rare, quali siano le migliori monete da investimento in oro e alcune delle più famose monete numismatiche in oro.

American Eagle

America Eagle moneta in oro 50 dollari

È una delle monete in oro da investimento più celebri di tutto il mondo. Come suggerisce il suo stesso nome, è una moneta statunitense che raffigura l’aquila, simbolo di questo Paese. Ha un valore nominale di 50 dollari ed è considerata una delle migliori monete da investimento in oro. È emessa a 22 carati, con grado di purezza di 916,7/1000, ed è disponibile in quattro diversi tagli: 1 oncia, 1/10 oz, 1/4 oz e 1/2 oz. In ogni momento l’American Eagle è liquidabile mantenendo il suo valore nel tempo e contribuendo così a diversificare il proprio patrimonio con uno strumento di facile acquisto e conservazione.

Oltre ad essere una moneta da investimento, la American Eagle può essere considerata anche una moneta da collezione. La prima fu coniata infatti nel 1795 per il valore nominale di 10 dollari, mentre la prima moneta da investimento nelle forme più moderne (intendendo per tali quelle prossime a quelle che conosciamo oggi) risale al 1986.

Riconoscerla è abbastanza facile. Sul dritto abbiamo l’immagine della Libertà con la scritta Liberty in alto, oltre alla data di emissione della moneta e le stelle che rappresentano tutti gli Stati americani. L’immagine è stata disegnata da Augustus Saint-Germain nel 1907.

Sul rovescio abbiamo invece un’altra raffigurazione, ad opera di Miley Busik, che rappresenta due aquila che costruiscono il nido. Sono inoltre presenti due scritte: quella in latino è E pluribus unum (“Da molti, uno soltanto” ed è un tipico motto del Congresso Americano dal 1782, mentre quella in inglese è In God we trust (“In Dio confidiamo”), altro tipico motto statunitense del 1956. È altresì presente il peso in one della moneta e il suo valore, oltre alla scritta United States of America.

Vienna Philarmonic

Wiener Philarmoniker in oro 100 euro

Meno nota dell’American Eagle, ma abbastanza diffusa in Europa, è la moneta della Vienna Philarmonic. Emissione austriaca, fa chiaro riferimento a quella che è una delle orchestre più famose del mondo, la Filarmonica di Vienna, che attribuisce il nome a questa moneta da investimento. Emessa per la prima volta nel 1989, è una delle monete in oro più apprezzate al mondo: oltre alla versione con il metallo dorato, è presente anche una versione in argento e una in platino.

La moneta è in oro puro a 24 carati, con un titolo di 999,9/1000, e ha mantenuto inalterato il suo aspetto dalla prima emissione a oggi. Sul dritto ci sono diversi elementi dell’orchestra, dal corno al fagotto, dai quattro violini all’arpa, con un violoncello al centro dell’immagine. in alto c’è il nome della moneta, in tedesco (Wiener Philarmoniker). Sul rovescio troviamo invece l’organo della Filarmonica di Vienna, con la scritta che identifica l’emittente (Republik Osterreich), mentre nella parte bassa c’è indicazione del peso, la purezza dell’oro, l’anno di emissione e il valore nominale (100 euro per quella da 1 oncia).

Britannia

moneta oro britannia

Passiamo invece al Regno Unito, dove Britannia è stata la prima moneta in oro da investimento. La sua diffusione fu favorita dalla capital gain tax, con esenzione dalle tasse sul ricavato dalla vendita, elemento che ha elevato questa moneta a una forma di impiego esentasse. È coniata in oro puro a 24 carati e rappresenta dunque un’ottima opportunità di investimento per tutti coloro i quali desiderano investire in monete d’oro.

In ogni caso, se si sceglie di comprare questa moneta è molto importante fare attenzione alla data di emissione. Di fatti, l’oro puro a 24 carati è stato introdotto solamente per le emissioni dal 2013 in poi, mentre fino a quest’anno l’oro era a 22 carati, con titolo di 916,7/1000.

Per quanto riguarda poi il suo aspetto, sul dritto abbiamo il volto della regina Elisabetta II secondo il disegno di Rank Broadley. Il ritratto è circondato dalla scritta ELIZABET II, D, G, REG, FID, DEF, abbreviazione del motto Dei Gratia Regina, Defensor Fidei, ovvero “Per grazia di Dio, Regina, difensore della fede”.

Sul retro abbiamo l’immagine di Lady Britannia, antico simbolo della Bretagna. Nel corso degli anni l’aspetto del rovescio è stato rivisto più volte: nella prima versione a cura di Philip Nathan la Dea è in piedi, mentre dal 2005 in poi è seduta, richiamando così la versione originale dell’immagine di Britannia dell’epoca romana. In ogni caso, ci sono alcuni elementi che non sono cambiati, come la presenza del tridente, di uno scudo e di un elmo corinzio, oltre al ramoscello di ulivo che rappresenta pace e vittoria. Nel 2003 fu coniata anche un’altra versione, con la Dea che indossa un elmo simbolo di preparazione alla guerra.

Panda

moneta in oro panda

Anche dall’Oriente arrivano alcune monete in oro da investimento molto note. Una di questa è la moneta Panda, molto amata dai collezionisti perché, contrariamente ad altre monete da investimento, cambia ogni anno, con un design personalizzato per ogni emissione. Inoltre, il valore di mercato della moneta China Panda è sostenuto anche da una tiratura piuttosto limitata, tanto che nel Paese asiatico è abitudine prenotare con largo anticipo il proprio esemplare.

Questa moneta da investimento, in oro puro 24 carati, ha sul dritto il Tempio di Pechino, con in basso l’anno di emissione del Paese e in alto una scritta in caratteri cinesi che significa Repubblica Popolare Cinese. Sul rovescio è invece presente il panda (da qui, il nome della moneta), con in alto il peso in grammi e il valore di purezza dell’oro. In basso è presente il valore nominale della moneta, 500 yen nella versione da 30 grammi.

Sterlina

sterlina in oro

Quando si parla di monete da investimento in oro europee, la Sterlina non può che costituire uno dei principali punti di riferimento nel settore. La moneta ha il valore nominale di una Sterlina ed è a 22 carati, anche se è presente in altri tagli.

Tra le numerose particolarità che contraddistinguono le sterline in oro c’è sicuramente il suo particolare colore, tendente al bronzo, determinato dalla presenza del rame nella sua lega. Sul dritto troviamo il ritratto della Regina Elisabetta II quale ultima regnante (ma le prossime emissioni dovrebbero essere aggiornate), nell’immagine realizzata da Jody Clark. Sul retro c’è invece l’immagine di San Giorgio che uccide il Drago, realizzata da Benedetto Pistrucci per l’emissione del 1817 e da quel momento usata su tutte le emissioni successive.

Vai all’approfondimento sulle Sterline in oro rare

Kruggerrand

Kruggerrand moneta in oro

Tra le monete africane da investimento più note, non si può certamente non citare il Kruggerrand. Privo di valore nominale monetario, la sua valutazione corrisponde dunque alla quotazione dell’oro. Non è una moneta in oro puro, essendo a 22 carati, è caratterizzata anch’essa dalla presenza di rame nella lega. Sul dritto, troviamo l’immagine di Paul Kruger (di qui, il nome della moneta), primo presidente del Sudafrica. Sul retro abbiamo invece lo Springbok, l’antilope simbolo del Sudafrica, nel disegno di Coert Steynberg, oltre al peso in once.

Maple Leaf

maple leaf moneta in oro

Il Maple Leaf è una moneta in oro da investimento canadese, tra le più commercializzate, non solo in Nord America. Chiamata così per il design del suo rovescio, ha un conio con purezza 99,9% (24 carati). Sul dritto possiamo ammirare l’immagine del regnante del Commonwealth (le ultime emissioni hanno dunque l’immagine della regina Elisabetta II), con indicazione del valore nominale (50 dollari canadesi per 1 oncia), l’anno di emissione e il nome della sovrana. Sul rovescio c’è invece la foglia d’acero, simbolo del Canada, con indicazione della purezza dell’oro, a destra e a sinistra, la scritta fine gold e il taglio. Sulla parte superiore c’è la scritta Canada.

Kangaroo

moneta in oro kangaroo

Il Kangaroo è una moneta in oro che arriva dall’Australia. Emessa fin dal 1986, era inizialmente chiamata Nugget (pepita) perché nelle prime emissioni era raffigurata proprio la pepita. Nelle emissioni successive si è invece passati a raffigurare un canguro, anno dopo anno rivisto nella grafica. La tiratura limitata ha poi fatto il resto per elevare questa moneta a emissione molto apprezzato dai collezionisti. Sul dritto troviamo il ritratto del regnante del Commonwealth: le ultime emissioni hanno visto il volto della Regina Elisabetta II nel disegno del 1999 di Ian Rank-Broadley, con l’iscrizione Elizabet II, Australia e il valore nominale della moneta (100 dollari australiani nella versione da 1 oncia). Sul rovescio, due canguri, simbolo del Paese, con l’iscrizione Australian Kangaroo, la data di emissione, il peso in once e il grado di purezza.

Marengo

marengo in oro

Tra le monete in oro più note e apprezzate non possiamo non citare le 20 lire in oro, anche dette marengo, emesso per la prima volta ai primi dell’800 per celebrare la vittoria francese sugli austriaci. In Italia il marengo è stato coniato tra il 1861 e il 1923, non in modo continuativo. Ha una purezza di 21,6 carati, e un valore numismatico molto alto, considerato che la sua emissione è prevalentemente ricollegata a eventi storici molto importanti.

Per quanto riguarda il marengo italiano, sul dritto è presente lo stemma sabaudo con il collare dell’Annunziata, l’iscrizione Regno d’Italia e il valore in lire della moneta, in basso. Sul rovescio, l’immagine del sovrano, l’anno di emissione e la firma dell’incisore.

Quotazione monete in oro

  1. Sterlina d’oro – 430 euro
  2. Britannia d’oro, 1 oncia, dal 1986 – 1.850 euro
  3. Wiener Philarmoniker, 1 oncia, dal 1989 – 1.920 euro
  4. American Eagle, 1 oncia – 1.915 euro
  5. Maple Leaf, 1 oncia – 1.850 euro
  6. Australian Kangaroo, 1 oncia – 1.840 euro
  7. China Panda, 1 oncia – 1.840 euro
  8. Marengo d’oro 1882, 6,45 grammi – 360 euro
  9. Marengo d’oro, 1862, 6,45 grammi – 380 euro
  10. Krugerrand, 1 oncia, dal 1967 – 1.920 euro