Gettoni telefonici rari e loro valore

Gettoni telefonici rari

Un tempo oggetti di utilizzo comune, fondamentali per le comunicazioni dagli apparecchi pubblici, oggi i gettoni telefonici sono esemplari da collezione per un nutrito gruppo di italiani. Ma da dove arrivano? E a quanto ammontano le quotazioni dei gettoni telefonici oggi?

Le origini dei gettoni telefonici

Ricordiamo che i primi esemplari di gettone telefonico furono coniati nel 1927 dalla Stipel, la società concessionaria del servizio di telefonia in Piemonte e in Lombardia: si trattava di gettoni che potevano essere utilizzati esclusivamente alla Fiera Campionaria di Mileno, realizzati in alpacca (una particolare lega di rame, nichel e zinco) o in bronzo, e fruibili solo per i telefoni della fiera.

Per vedere i gettoni telefonici simili a quelli che abbiamo conosciuto fino a non troppi anni fa bisognerà invece aspettare la fine della Seconda guerra mondiale: fu in quel momento che la Teti, la Società telefonica tirrena, iniziò ad utilizzare i classici gettoni a tre scanalature in ogni telefono pubblico. Il conio di questi gettoni fu ad opera della ESM (Emilio Senesi Medaglie), produttore milanese unico fino al 1959, anno in cui comparirono i gettoni nella forma e nella dimensione che hanno circolato fino al 2001, quando vennero messi fuori corso in favore della scheda telefonica e dell’euro.

Gettone Stipel 1927

gettoni telefonici stipel

Ma quanto valgono i gettoni? Iniziamo con quello spesso più ambito, quello della Stipel del 1927. Il suo aspetto è facilmente riconoscibile: c’è una scanalatura su un lato, una doppia scanalatura sull’altro lato. Nel lato della doppia scanalatura è presente una cornetta del telefono, la scritta S.T.I.P.E.L. e l’anno 1927. Dall’altra parte, la scrittura SOCIETA’ TELEFONICA e, sotto la scanalatura, INTERREGIONALE PIEMONTESE E LOMBARDIA.

Il valore di questi gettoni in buone condizioni è tra i 30 e i 40 euro. Nel caso in cui vi siano degli errori di conio (più frequente è ad esempio l’assenza del punto dopo la L.), il valore supera i 100 euro.

Gettone Timo 1928

gettoni telefonici Timo

Il secondo gettone telefonico a comparire in Italia fu quello prodotto dall’officina Timo di Bologna nel 1928. Anche in questo caso troviamo una tripla scanalatura: due sono nel lato in cui è presente il rombo con il logo TIMO, l’anno 1928 (parte superiore) e l’anno VI (il sesto anno dell’epoca fascista nella parte inferiore). Nel lato con una sola scanalatura troviamo la scritta TELEFONI ITALIA nella parte superiore e MEDIA ORIENTALE in quella inferiore.

Il valore di mercato del gettone è superiore a quello STIPEL, e si aggira tra i 100 e i 200 euro, essendo ritenuto più raro del primo.

Gettone Telve 1932

gettone telefonico telve raro

Il gettone Telve arriva nel 1932 e viene generalmente considerato il più raro delle prime emissioni. Ha scanalature verticali e non orizzontali, nella misura di una per lato. Sul dritto troviamo la scritta SOCIETA’ TELEFONICA DELLE VENEZIE, mentre sul rovescio troviamo un disco combinatore.

Il valore di mercato del gettone Telve, in buone condizioni, supera facilmente i 200 euro.

Gettone Set 1934

gettone telefonico Set

Nel 1934 fa la sua comparsa il gettone emesso dalle officine Set di Napoli. Senza scanalature, ma con un design ben particolare, ha il dritto e il rovescio identici: al centro c’è la scritta S.E.T con la scritta SOCEITA’ ESERCIZI TELEFONICI intorno. In basso una stella a 5 punte, mentre la corona esterna è formata da 12 triangoli.

Il valore di mercato del gettone è di circa 50 euro, ma se c’è il punto finale dopo S.E.T l’esemplare è sicuramente più raro e può superare i 150 euro.

Gettone Teti 1935

Gettone Teti 1935

Il gettone della Teti del 1935 è un esemplare considerato relativamente raro, prodotto con una lega di metalli e con contenuto variabile di alluminio. Sul dritto, al centro, c’è la scritta TETI su reticolato a quadretti, mentre sul verso si trova il disegno di un disco combinatore, sempre su reticolato a quadretti.

Il valore di mercato è di circa 20 euro, ma in caso di ottima conservazione il valore può superare i 200 euro.

Gettoni telefonici dal 1959

Gettoni telefonici 1959

Come abbiamo anticipato, dal 1959 si diffusero i gettoni che abbiamo conosciuto e che rimasero in circolazione fino al 31 dicembre 2001, momento in cui vennero sostituiti dalle schede telefoniche.

Realizzati in ottone, nel dritto è presente una scanalatura che separa la scrittura GETTONE e TELEFONICO. In basso, un ovale con la data nella forma anno e mese (AAMM). Ne deriva che il primo gettone riporta come data 5909. Sul rovescio, al centro, l’immagine di un telefono tra due scanalature. I gettoni dal 1959 al 1971 furono coniati solo dall’ESM di Milano. Dal 1972 al 1980 la società, per differenziare  la propria produzione da quella dei concorrenti, iniziò a imprimere il proprio marchio sui gettoni.

Trattandosi di gettoni che sono stati prodotti in grandi quantità, è difficile che possano avere un valore di mercato particolarmente rilevante, salvo che non siano in ottimi stati di conservazione. Se non lo sono, il valore di mercato difficilmente supera un euro.

Vi sono però alcuni esemplari che valgono di più, poiché più rari.

Quelli con sigla 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011 possono valere anche più di 10 euro.

Quelli con sigla 6504, 7110, 7304, 7412 e 7704 possono valere fino a 50 euro.